SanBrite

SanBrite

Veneto, Italy

Pigne e rami arrivano dal bosco, le verdure dall’orto di casa, formaggi, burro e latte dal caseificio inhouse e la pasta fresca dalla malga di famiglia.

Niedermairhof

Niedermairhof

South Tyrol, Italy

Credo fosse sabato pomeriggio, in quell’ora privilegiata in cui il sole scompare dietro a una montagna. Avevamo due stanze a nostro nome al Niedermairhof. Helmuth e Kathrin erano sul cortile, lui sul trattore con in braccio il loro bambino in estasi…

Villa Tereze

Villa Tereze

“L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere…

Vanira Lodge

Vanira Lodge

Tahiti, South Pacific

Tahiti è un’isola e insieme un popolo che hanno sempre un occhio all’Oceano e uno alla montagna, una preghiera rivolta all’acqua e una alla foresta, come due esseri viventi simbiotici. Il Vanira Lodge se ne sta su una collina, ripida al punto da potersi tuffare pienamente in albe leggere e tramonti profondi, alta al punto da poter toccare notti trapuntate di stelle, vicina alle onde di Teahupoo da sentirne il fragore, vicina alla montagna da potercisi arrampicare. Su una collina verdissima della costa meridionale di Tahiti Iti, la Presqu’île, la porzione selvaggia che amiamo massimamente della grande isola. La sera arriva presto con il gusto dell’aragosta al miele, la mattina arriva presto con il profumo del pane di cocco e marmellata di banana e mango. “Fare” è la parola per “casa”…

Woodspoon

Woodspoon

Los Angeles, California

Woodspoon ce l’ha suggerito l’amico Carl, dopo che uno dei nostri ristoranti preferiti ha chiuso a Little Tokyo. ‘Sapete dove dovete andare stasera? Da Woodspoon’. La deliziosa padrona di casa di questa piccola “cucina rustica brasiliana” è una sua intima amica. E così googoliamo in fretta per avere il parere di Jonathan Gold e lui così scrive: “Potrebbe sembrare un po’ bizzarro iniziare una recensione lodando l’acqua del rubinetto di un ristorante, ma quella di Woodspoon è davvero la migliore in città: filtrata tre volte, servita severamente fredda, e aromatizzata con stecche intere di cannella, che danno all’acqua una delicata fragranza e la tingono del colore di un the oolong allungato”…

Le Polveri

Le Polveri

Milan, Italy

Sorella di Helios, il Sole e di Selene, la Luna, nella mitologia greca Eos o Aurora era la dea che apriva le porte alla luce del giorno. Omero chiama spesso Eos la “dea dalle rosee dita”. Aurora impasta, cuoce, sforna tutti i giorni, meno il lunedì. Il suo micropanificio artigianale con laboratorio a vista si chiama Le Polveri, come la farina fine che rimane sui polpastrelli e le briciole brune che si spargono su guance e tovaglie. I giorni festivi sono dolcemente speziati, profumano senza esitazione di cardamomo, cannella, noce moscata. Amiamo l’abbondanza del pane in grandi formati e della pizza alla pala, amiamo la delicatezza di dolcetti che stanno in una mano, tutto con pasta madre, lievitazioni lente e farine di piccoli mulini biologici. Qui non si viene semplicemente a comprare del pane, qui si viene con intenzione a confermare a Aurora la sua capacità di aver creato un piccolo mondo che brilla per calma, bellezza e fantasia.

Burrow

Burrow

Brooklyn NY, USA

Dopo tutto il magnifico frastuono e ogni bizzarria di Manhattan, cercherai la compostezza e i silenzi di Burrow. Contemplerai le simmetrie della vetrinetta dei dolci, con le orecchie di elefante di sfoglia, i biscotti al the verde arrostito, la nostalgica granola di ciliegie, i croissant alle mandorle. Tutto qui è ridotto in scala di perfezione e consumato in una minuscola pace estetica. La proprietaria e chef Ayako Kurokawa appare e scompare dalla cucina nel suo grembiule di lino indaco, rifornisce i vassoi di bocconi dolci e salati, è nata nell’Hokkaido e non sa dire quasi da quanti anni cucini a New York City queste delizie, francesi, bretoni oppure semplicemente giapponesi. Nella piccola lobby degli uffici del 68 di Jay Street, Dumbo, Williamsburg, NYC.

Manuela

Manuela

Los Angeles, California

L’L.A. Art’s District forse esiste come quartiere da quando Hauser & Wirth, una sofisticata galleria d’arte contemporanea grande come un museo o due, ha aperto in 901 East 3rd Street. Manuela è arrivato un anno dopo come perfetto rendez-vous, “Le sensibilità rurali di Whitsell hanno preso posto nello spazio più urbano della West Coast” (Jonathan Gold, Los Angeles Times). Chef Wes Whitsell viene dal Sud, precisamente dal Texas, con una borsa piena di verbi adatti a un piccolo pasto del futuro: in-house smoking, fermenting, preserving, pickling. Ci sono una chicken house dove vivono dodici galline di razza rara e un planting garden dove crescono gli ortaggi della casa e questo dentro alle mura di un ambizioso contenitore d’arte…

My Springtime

My Springtime

by Nadja Buseck

Nadja è cresciuta in un albergo sulle Alpi austriache. Ha studiato storia dell’arte, fotografia e danza a Berlino, Londra e Vienna, ma ha lasciato l’accademia durante il suo dottorato in Fotografia di danza contemporanea. Dopo alcune esperienze nell’arte contemporanea – dallo stage in una galleria di Buenos Aires all’organizzazione di esclusivi viaggi culturali- ha deciso di seguire Where About Now alla fine del 2017…

La Rustita

La Rustita

Marche, Italy

Spiagge nude, chalet chiusi, lungomare sgombro. L’ Adriatico in autunno è per pochi, tiepido e bonario, vagamente struggente. È soprattuto per chi lo abita stabilmente, che in pausa pranzo può sedersi nel cortile di  una trattoria del porto, a prendere l’ultimo sole. A Fano i giovani amano incontrarsi a La Rustita, e noi con loro. Ci nutriamo di  insalata di mare, calamari alla brace, frittura e insalata mista e vino bianco della casa, tra legni bianchi e vento salmastro.

Taverna della Rocca

Taverna della Rocca

Marche, Italy

La Taverna della Rocca ha il profumo delle mie domeniche d’infanzia, tavolate lunghe e pasti che sapevano di rito. Profumo di ragù denso, cucinato piano piano, di pasta all’uovo tirata a mano, senza la quale non era festa. Di carne abbrustolita sulla brace del camino. Unica “stravaganza” sono le piade sfogliate che qui vengono cotte sul fuoco (vanto delle donne di casa), e servite con erbe di campo e tome locali. Ode alla dedizione e alla semplicità.

Confiteria Bristol

Confiteria Bristol

Buenos Aires, Argentina

Un ragazzo e una ragazza passeggiano lungo via Esmeralda. È fine febbraio, e malgrado l’estate sia sul finire, l’aria di Buenos Aires è ancora torrida. Sono appena arrivati e il destino del giorno è quello di non avere alcuna meta. La piccola Confiteria Bristol è l’indirizzo che non stanno cercando. La ragazza ordina due empanadas vegetariane, il ragazzo tre di carne, senza indugio. Di fronte alle vetrine bombate di questa pasticceria, che dal 1952 vive delle liturgie domestiche dell’alta borghesia locale, parlano con l’uomo al bancone, un peruviano che ha imparato le arti del mestiere da piccolo e con una distinta signora, che il pasticcere si affretta a presentare come fedele habitué e nipote del Presidente Avellaneda. Cosi, deliziosi fagotti di pasta friabile dall’orlo ondulato -che la ragazza, col tempo, imparerà a modellare con progressiva maestria- sono il main course di un pic-nic improvvisato su una panchina del breve parco di fronte al Palacio de Relationes Internationales.

La Bamba de Areco

La Bamba de Areco

Buenos Aires, Argentina

Solo la prateria pampiana che si apre oltre la periferia Nord-Ovest di Buenos Aires mette a tacere il nostro entusiasmo nei confronti dei ghiacciai del Big Sur (Grande Sud), che abbiamo appena lasciato. È domenica ed è estate. Il vento vizia le chiome degli alberi con carezze ipnotiche e profonde. Dopo una strada sterrata un giovane gaucho ci aspetta al cancello, scultoreo e fiero quanto il cavallo che governa con cenni minimi. Lo seguiamo fino all’ingresso di una dimora porpora orlata di bianco, lungo un corteo intimo che taglia in due una campagna ordinata al primo tramonto. Ogni cosa in questo continuo paesaggio rurale materno sembra danzare cautamente di movimenti ancestrali. Il prato si è fatto più verde, il cielo più vaporoso e alto. Questa Terra è diventata, a suo modo, anche per noi, promessa di felicità…

Hub Porteño

Hub Porteño

Buenos Aires, Argentina

“Tutte le mattine felici si assomigliano” -Eccomi, Jonathan Safran Foer- I nostri risvegli all’Hub Porteño contenevano un’allegria discreta e innocente, che neppure la pioggia passeggera che tamburellava sulla veranda riusciva a dissolvere. Spalle alla parete-giardino, sul divano rigato, sorseggiavamo il caffè in porcellane decorate e aspettavamo che i nostri medialunas quotidiani uscissero dal forno, massimamente pomposi e fragranti. Le storiche famiglie del quartiere riprendevano la propria routine “classica” e il sole cominciava ad asciugare le pozzanghere minori. Quando gli impegni lo consentivano, ci piaceva allenare la nostra idea di lusso: raggiungere il roof e oziare in un eden privato tra le cime dei palazzi, indugiare nella grande vasca di marmo e, all’ora della merenda, concederci una porzione di torta fatta in casa e un mate, riprendendo in mano quel libro di estancias incantate.

Oviedo

Oviedo

Buenos Aires, Argentina

È estate a Buenos Aires e gli habitué del pranzo iniziano a sedersi nella sala raggiante di Oviedo e a salutare confidenzievoli i camerieri indaffarati negli ultimi preparativi. Ci abituiamo subito ai gesti cerimoniosi, ai convenevoli accennati, alla cortesia, alle conversazioni sussurrate sopra alle tovaglie immacolate. Un mondo classico e senza sbavature, dove l’eccentricità è concessa a piccole dosi sulle grandi tele appese alle pareti e sui piatti. La sapienza dei cuochi e il loro estro arrivano in sala sottoforma di composizioni patinate, a volte geometriche, a volte più fluide. Ogni portata è un bouquet di sapori nitidi e inconsueti, il cui equilibrio provoca stupore a ogni boccone. Un carattere che si realizza tra creatività morigerata e tradizione, tra eterno e non convenzionale.

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