Mese: giugno 2015

MAISON COLLONGUE

MAISON COLLONGUE

Provence-Alpes-Côte d'Azur, France

Guillaume si trasferí a Parigi per studiare architettura, inizió a lavorare come graphic-designer e interruppe gli studi, ma promise a se stesso di realizzare almeno una volta nella vita un progetto di architettura. Maison Collongue è la realizzazione di questo compito. Un portone pastello aperto su un cortile dove comandano il bianco, il grigio pallido, il verde prato e la grazia innata di tutto ciò che nasce francese. Guillaume salta i convenevoli e ti conduce nel living dove è da poco cominciata una réunion de famille. Passiamo accanto a una una poltrona blu notte, a una serie di opere di Damien Hirst, a una cucina cemento e acciaio…

BEARD

BEARD

Tokyo, Japan

Meguro-Ward è il quartiere di Tokyo che sentiamo più nostro e cerchiamo ogni volta un motivo per percorrerne qualche isolato all’imbrunire, passando per il lungofiume. Abbiamo letto di Beard e abbiamo intuito che ci sarebbe piaciuto. Alle 6 pm apriamo la porta e Chef Shin Harakawa -la barba lunga curata, la camicia rimboccata e il grembiule- distoglie lo sguardo dal quarto di pollo (nel curriculum e menù ricorrono le parole “French” e “terroir”) che sta incidendo per sorriderci e invitarci a tornare, magari domani. L’unica sala ha colori terrosi, caldi, una cucina a vista, una tarte tatin da iniziare. “Ama viaggiare, specialmente in Europa e Nord America, e recentemente ha stretto forti connessioni con persone a San Francisco”. Beard, noi torneremo domani e ogni volta che saremo a Tokyo.

La Maison d’Ulysse

La Maison d’Ulysse

Languedoc-Roussillon, France

Per Guy ricevere gli ospiti e mostrare loro La Maison d’Ulysse è un rito. Comincia sempre dal Giardino Nord, magnifico esempio di jardin sec, ma sarà Gauthier, il botanico di casa, a raccontarci la sua storia. Qui abbiamo dovuto abbattere il tetto, non era recuperabile, oggi la stanza è diventata il cortile dove serviamo la colazione. Il Giardino Sud è volutamente selvaggio, questi sono i gelsi nelle cui foglie arrotolavano i bachi per la seta. Laggiù c’è l’orto e lì si gioca alla petanque. Alcuni ospiti nuotano in piscina, una coppia sorseggia vin rosé sul tavolo di design italiano. Scie dolci di gelsomino, speziate di curry, pungenti di timo e rosmarino. Ogni angolo ha il proprio profumo e ognuno di noi scoprirà l’angolo preferito. L’indomani Gauthier, con lo stesso amore, ci racconterà delle piante che abitano il suo jardin sec -Vanno educate- come i bambini- e ci preparerà la prima colazione. Formaggi locali di capra e pecora -Le mucche non le abbiamo da queste parti- marmellate fatte in casa (di fico, di pera e cannella), baguette, croissant e gli squisiti waffles belgi, nella loro versione light, la preferita di Gauthier…

Kiya Ryokan

Kiya Ryokan

Uwajima, Japan

Uwajima non è esattamente la cittadina dove decidere di trascorrere 60 ore. È una piccola città di mare, nella piccola isola di Shikoku, ma dal vostro Kiya Ryokan il mare potrebbe sfuggirvi. Sessanta ore saranno tuttavia il tempo esatto che servirà per raccogliere alcune delle esperienze più vere del Giappone. Vivere la splendida locanda, che affitterete solo per voi e che gestirete come la vostra grande casa di legno e vetro su due piani, decidendo su quale stanza allestire il vostro nido per la notte, riempiendo di acqua bollente la vasca quadrata della spa privata al mattino presto, quando gli altri dormono ancora. La cena da Idakaya avrà dell’incredibile, un sogno notturno che potrete raccontare di aver vissuto davvero. La mattina tra gli agrumeti pesanti di frutti maturi sulle colline a sud della città e il pomeriggio sulle passerelle delle pearl farms protese verso Kyūshū. Bartholomeus è il custode di questi momenti e il vostro amico local da oggi in avanti.

KILN

KILN

Kyoto, Japan

Gion ha un suono magico nelle metropoli giapponesi e in qualche modo sempre vi attirerà a sé, nonostante il suo coté commerciale. Specialmente a Kyoto, perché guardiate pieni di amore la parete di vecchie palafitte di legno affacciate sul lato esterno del fiume in piena fioritura dei ciliegi. Il nostro magnete a Gion è Kiln, ci sappiamo arrivare a occhi chiusi. Al Cafè del piano terreno per la merenda perfetta, fatta di biscotti artigianali al rosmarino, torta di frutta secca, scones all’uva passa, caffè filtrato, da consumare al grande tavolo senza alcuna fretta. La sera al Kiln Restaurant, primo piano, per la tranquillità e il dolce sorriso di chef Marc (nato nelle Filippine) e dei suoi sous-chef, per la grande forma rotonda di pane cotto a legna, per la pissaladière sottile alle verdure di primavera e feta, la créme brulée aromatizzata agli agrumi. Un luogo che sa di Europa che ha conosciuto il Giappone e il Mondo e se n’è innamorato.

Yuzu

Yuzu

Milan, Italy

Per chi ama tutta la frutta del mondo e ha una simpatia totale per l’agrume più aromatico del Giappone – lo yuzu – questo ristorante ha avuto un vantaggio immediato sulla scelta del prossimo giapponese da testare in città. Lo yuzu compare nel menù e questo fil rouge ci piace, ad esempio nel brodo freddo di cappellini e julienne di pesce e nei ravioli di gamberi. Chiedete sempre di sedere al bancone. Ordinate sempre almeno una tartare di tonno e un chirashi misto. I piatti hanno un profumo fresco e una bellezza non trascurabili. Another big Japan thing.

Primo al Pigneto

Primo al Pigneto

Rome,Italy

Si chiama Primo forse non a caso. I foodie romani lo ricordano come uno dei primi dei ristoranti di nuova generazione della capitale, nato nel 2006 nel quartiere multietnico Pigneto. Sedetevi fuori per sperimentare il sentimento allegro, fané, eccentrico della borgata o all’interno se desiderate un’accoglienza rétro rinnovata. Ordinate Crocchette di baccalà, erbe di campo, cipolle rosse e capperi se a volte, anche per voi, una frittura ben fatta è cosa buona e giusta, oppure Capesante porchettate con salsa di patate fumé e Tagliolini tiepidi al limone, tartara di pescato, crudo di verdure ed erbe se a maggio, come noi, avete sempre nostalgia del mare. Tagliata di “manzo maremmano” con salsa BBQ alcaffè, insalata di germogli se stasera siete carnivori stravaganti.

Lanthia Resort

Lanthia Resort

Sardinia, Italy

Santa Maria appartiene a Baunei, l’Ogliastra, quella Sardegna centro-orientale che sentiamo nostra come un fratello gemello. La pineta verde bosco del Lanthia è densa e filtra il colore nocciola della spiaggia a mezzaluna, che continua a ricordarci qualche isola della Malesia e la natura forte, selvaggia, magnetica. Alle sette di sera l’acqua è una seta del punto di azzurro più magnifico – occhi lucidi di gioia – e gli isolotti sparsi lì fuori nel mare si accendono d’oro. Il Supramonte rude e bellissimo, l’Altopiano di Golgo e i suoi cinghiali liberi, i 500 metri di sudore per affacciarsi sul turchese di Cala Goloritzé, il vento matto di Pedralonga, i campanelli delle pecore ci ricordano dove siamo. Sardegna, isola del Continente…

Su Gologone

Su Gologone

Sardinia, Italy

È fine maggio e nell’orto a terrazze i cavoli crescono giganti e blu indaco come nelle favole. Bastiana ha la gonna lunga nera della tradizione, “mia madre la portava sempre, quella migliore o quella da tutti giorni, comunque la stessa lunga gonna nera, nelle giornate d’inverno e nelle giornate d’estate”. Franca stringe la piccola cesta di vimini sotto braccio, profuma di legna e di cornetti di pane ripieni di mortadella al pistacchio, “mi è avanzata della pasta e ci ho fatto un cornetto, avete mangiato già, assaggiatelo comunque”. I ravioli di pasta fresca al finocchietto selvatico con crema di latte sono la ricetta segreta di Giovanna e noi, da poche ore qui, ne andiamo già fieri. Per Giovanna (Palimodde, figlia di Pasqua e Peddeddu, la famiglia illuminata che ha inventato e che tramanda il progetto Su Gologone) il padre era un re (Su Re), ma Su Gologone resta un regno matriarcale, come nella più vera tradizione barbaricina, un villaggio di allegra, materna presenza femminile in stato di grazia. Acquasantiere, porcellane smaltate, trame e passamanerie, stanze e androni – incanto antico, come Sirene per Ulisse…

Mantra Raw Vegan

Mantra Raw Vegan

Milan, Italy

In principio penserete “è un estratto di frutta e verdura, ne bevo quasi ogni giorno ormai e da oggi verrò a berlo anche qui”. Poi sarà la volta degli spaghetti di zucchine al pesto, dell’insalata con tanto avocado maturo, dei crackers shitake, della granola rossa (grano saraceno attivato, fragole, semi di girasole, semi di canapa, datteri medjoul, succo di rapa rossa spremuto a freddo, succo di limone spremuto a freddo), dei cookies vegani. Inizierete a inserire un giorno Raw nella vostra settimana e a leggere leggere leggere di crudismo. Tutto grazie a Mantra. Aggiungete una stanza nei colori neutri e pastello, dove vi piacerà passare del tempo, musica leggera e scanzonata. Iniziate a frequentare Mantra! Ad acquistare snacks al corner shop, a fare domande, a diventare curiosi, perché accade qui a Milano, come foste a Santa Monica, California.

Wataya

Wataya

Kanazawa, Japan

Google X è il laboratorio segreto di Google, ai margini del campo di Google, Mountain View, California. “È dedicato a trovare soluzioni inedite ai grandi problemi globali”. Per trovare queste soluzioni, al posto dei risultati, si ricerca il fallimento delle idee, “non è certo l’obiettivo finale, ma il mezzo usato per raggiungerlo” dice Astro Teller, il capitano di Google X. Il mezzo per raggiungere Wataya potrebbe chiamarsi un errore: aver scelto come dimora a Kanazawa una locanda tradizionale a quasi due ore dalla città, dopo che il nuovo “bullet train” diretto Tokyo-Kanazawa (l’Hokuriku-Shinkansen) ci ha permesso di raggiungere la prefettura di Ishikawa in poco più di due ore. Da questo “errore” è nata l’avventura campestre giapponese più autentica che abbiamo mai vissuto. Per arrivare a Wataya si prende il treno a un binario per Tsurugi, un lungo vagone aperto sulla campagna bassa, un viaggio a parte. Wataya è Satoko, pura delicatezza…

Le Namasté

Le Namasté

Verbier, Switzerland

Guidare dieci minuti in auto da Verbier, raggiungendo Les Planards nell’ora miracolosa del tramonto sulle Alpi, quando le cime e i pendii si tingono di rosa e i fuochi vengono accesi nei camini centenari. Fermarsi davanti alla facciata di un capanno di legno con le lucine che incorniciano il tetto a punta e le corna al centro. Varcare la soglia di Le Namasté e essere avvolti da un’atmosfera allegra e paciosa. Ordinare una Fonduta, un Croûte Namasté, una fetta di Tarte ai frutti raccolti nel bosco. Per noi vuol dire essere semplicemente felici.

VERBIER: TWO DAYS OF WONDER

VERBIER: TWO DAYS OF WONDER

Verbier, Switzerland

Ci sono molti modi di trascorrere un fine settimana di inizio giugno. A noi piace salire tra i monti, per vivere la natura. La nostra ultima scoperta si chiama Verbier. Un viaggio breve da Milano e siete ai piedi del Mont Fort. Aria frizzante, prati che mostrano una palette completa di verdi, vette innevate all’orizzonte, indirizzi inediti, tra design e tradizione…

La Maison du Ruspu

La Maison du Ruspu

Corsica, France

State guidando tranquillamente e poi il piccolo segnale, U Ruspu, e vi buttate in un off-road dentro a un bosco wild. Verso una casetta sola, di un tenero azzurro pastello, le lenzuola bianche sul filo al vento, le rose antiche pallide e curate. Siete Chez Jean-Claude Girard, come direbbero a Parigi. Lui è un amabile signore che ha avuto la fortuna (la fortuna, lo ripete due volte) di abbandonare per problemi di cuore la caotica capitale francese per questo non-luogo della Corsica del Sud. La Plage de Cupabia, incantata, è distante il tempo di una gita fuori porta. Quel tenero azzurro pastello è la palette di ogni cosa nella cucina della maison. Il profumo di pain d’epices che si raffredda per la colazione di domani e diventa migliore. I cedri in un cesto, le conserve della casa sulla mensola del camino. La radio accesa lancia in francese un pezzo di Battisti. Monsier Girard siederà sempre con noi al tavolo e ci parlerà senza fretta. Dice che quest’isola non si misura a distanze, a tempi da un punto all’altro, quest’isola non va presa di fretta, come questa vita. La piccola maison d’hotes sembra sospesa nel tempo che ci vuole per affezionarsi a un luogo pacifico e gentile.

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