SanBrite

Veneto, Italy

Giu 2018

Pigne e rami arrivano dal bosco, le verdure dall’orto di casa, formaggi, burro e latte dal caseificio inhouse e la pasta fresca dalla malga di famiglia. Il SanBrite* è prima di tutto un atto d’amore, verso la propria terra e le proprie radici. Sul campo dove Riccardo da bambino giocava a pallone, oggi inventa la sua idea di cucina ampezzana di cui si parla fino in città. Ludovica, sua moglie, si dedica ai dettagli, all’accoglienza degli ospiti e alle piccole di casa.
Entri e capisci che ogni cosa è stata fatta con entusiasmo giovanile e saggezza. Prima il ristorante, tutto legno e vetro, poi il caseificio (dove ogni mattina viene lavorato artigianalmente il latte dalle mucche del Signor Gaspari padre di Riccardo) e la boutique di formaggi e delicatessen. E un giorno chissà, una manciata di stanze, al piano superiore, dove oggi viene custodito il fieno, come sogna Ludovica.
La valle e il cielo incastonati dalle finestre grande formato, gli arredi di indole nordica e l’autenticità di uno spazio domestico. La cucina di Riccardo è un racconto svelato a voce bassa, in cui i piatti hanno nomi come Patata Primordiale (cotta nella brace, servita con purée e la sua buccia) e Un nido nel bosco (Spaghetti monograno Felicetti con olio al pino mugo e puccia croccante). A ogni portata, non solo il gusto, ma anche olfatto e vista ringraziano. Profumo di bosco, di gite in montagna e semplicità. Il SanBrite è proprio come una malga nata nel ventunesimo secolo dovrebbe essere. Autentica, innovativa, generosa e vagamente nostalgica.

*San, che in dialetto locale vuole dire “sano” e Brite, in omaggio all’agriturismo di famiglia, dove Riccardo ha cominciato a cucinare.

Parole Laura Taccari, foto Omar Sartor, art direction Valentina Monari

   

 

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