Vanira Lodge

Tahiti, South Pacific

Giu 2018

Tahiti è un’isola e insieme un popolo che hanno sempre un occhio all’Oceano e uno alla montagna, una preghiera rivolta all’acqua e una alla foresta, come due esseri viventi simbiotici. Il Vanira Lodge se ne sta su una collina, ripida al punto da potersi tuffare pienamente in albe leggere e tramonti profondi, alta al punto da poter toccare notti trapuntate di stelle, vicina alle onde di Teahupoo da sentirne il fragore, vicina alla montagna da potercisi arrampicare. Su una collina verdissima della costa meridionale di Tahiti Iti, la Presqu’île, la porzione selvaggia che amiamo massimamente della grande isola. La sera arriva presto con il gusto dell’aragosta al miele, la mattina arriva presto con il profumo del pane di cocco e marmellata di banana e mango. “Fare” è la parola per “casa”, la casa tradizionale, ovvero tipicamente completamente organica, bambù e foglie di pandano e di palma di varia grandezza. Le nove fare del Vanira sono bungalow raw, le trapunte leggere hanno cuciti grandi fiori di tessuto, Hibiscus celesti o porpora, il patchwork polinesiano, i più bei tifaifai artigianali che io abbia incontrato a Tahiti, e ci si scivola dentro nella notte fresca di bosco, i letti sono grandi culle singole o doppie protette da veli di tulle bianco. Il fare Lichee è il nostro preferito, dolce e armonico, arioso, con la passerella in legno, la parete originale di vetro e legno che si apre tutta a fisarmonica e la luce filtrata dalle tende di sottili canne di bambu. Mālama honua è un concetto hawaiano che può essere tradotto in prendersi cura della Terra e io penso di averlo trovato qui.

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