Editor’s picks

by Laura Taccari

Gen 2014

Il mio dono è scrivere. Il mio compito è scrivere. Scrivo di storie, di abiti, di camere d’albergo. Scrivo di sentimenti, di stoffe, di colazioni, di sogni. Scrivo di meraviglie. Amo viaggiare e scoprire cose nuove, viaggiare e comprendere cose antiche. Amo svegliarmi presto ogni mattina, fare il pane, la pasta frolla, la granola croccante, sperimentare torte di mele. Mi piace il Nord, l'accoglienza curata, una stanza che per una notte diventa mia. Mi piacciono le trecce, i fiori spontanei da legare insieme e portare a casa da una gita in campagna, le rose inglesi antiche. Mi piacciono i sorrisi, le candele accese nelle stanze, le cose ben fatte, la semplicità. Mi piace Elizabeth Strout, Jonathan Franzen e la letteratura americana contemporanea in genere, Ludovico Einaudi, The Antlers, i The National, Anthony and the Johnsons. Mi piacciono le fotografie di Domingo Milella, Alec Soth, Vivian Maier e le mie, a volte. Credo nelle stelle. Meraviglia Paper è per me stupore quotidiano e bellezza fuori dall’ordinario. Meraviglia Paper è un sogno realizzato. 

La colazione perfetta

Ogni giorno la colazione è per me la prima cosa bella. Se sono in città il luogo perfetto è a casa. Delle mie colazioni in viaggio non dimenticherò mai l'incanto del buffet de Les Fermes de Marie e il lungo tavolo di legno vecchio dove abbiamo condiviso baguette croccanti insieme a francesi allegri e goderecci a L'Épicerie du pape. Al Boulevard Leopold, Martin ci ha commosso dentro una sala fuori dal tempo, al mercato del pesce di Tokyo: sushi e miso poco prima dell'alba. Al Fabriken Furillen abbiamo cucinato pancakes e li abbiamo mangiati fuori, insieme alla natura. Terra, foresta e mare, come in una fotografia di Agnes Thor.

Il delivery preferito

Non sono da delivery, da take away a volte. A Kyoto, nella mia machiya, ho gustato il sushi più autentico custodito dentro pacchetti di carta pregiata e origami come decori.

Il tuo indirizzo segreto

Si chiama Berghotel Ladinia, pensione di fine Ottocento splendidamente conservata sull’orlo delle piste di Corvara. La mia idea di albergo di montagna intriso di semplicità, tradizione, atmosfera, profumi e sapori indimenticabili. Si dorme tra pareti di legno centenario, si fa colazione con vista sui monti, si cena, divinamente, nella vecchia stube.

The Sunday lunch

A casa, uova strapazzate, salmone norvegese, pan brioscé. Se sono a Londra ordino qualsiasi portata del Brunch Menù del Bistroteque, a New York Eggs Florentine da Balthazar.

Il tavolo dell'anniversario

Quella del 19 luglio è di solito una sera limpida e profumata. Noi siamo al Circolino del Molo, una veranda sopra scogli isolati, di fronte a un molo.

La cena con gli amici

La prossima estate condurrei tutti in California: nell'atmosfera surreale dell'Ace Hotel di Palm Springs oppure sul patio del Nepenthe, di fronte al tramonto più bello della mia vita. Mangeremo Ambrosia Burger intorno al fuoco. Restando in città andiamo al The Small, che per noi è come dire “casa”.

Se perdessi le chiavi di casa, in quale hotel prenderesti una stanza?

Vorrei essere una svedese di Stoccolma per non avere il minimo dubbio e poter chiudere gli occhi all'Ett Hem. La colazione in giardino o in veranda rientrerà con molta probabilità tra i ricordi della mie colazioni Meraviglia.

 

 

 

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