Traveler’s picks

by Jacob Holmström

Lug 2014

È un pomeriggio di fine primavera a Stoccolma. Incontriamo Jacob, tra le mura di Gastrologik durante gli ultimi preparativi per la cena, in un’atmosfera rarefatta e semplice, come la cucina che a breve verrà servita agli ospiti. Jacob, chef insieme ad Anton di uno dei ristoranti più lodati della città, ha gli occhi del colore di questo cielo terso e un amore per il suo lavoro che trapela da ogni suo sorriso.

In quale parte del mondo vorresti trovarti in questo momento chiudendo gli occhi?

Nelle isole Mauritius, per l’atmosfera allegra, gli abitanti così ospitali e il cibo.

Il ristorante dove ti senti a casa.

Gastrologik.

La camera d’albergo che ricordi con maggiore nostalgia.

Una camera di un vecchio albergo a Venezia, di cui non ricordo il nome.

Il viaggio che potresti rifare e rifare senza annoiarti mai.

Le uscite a pesca sù al Nord. Non si sa mai cosa ne verrà fuori…

Il piatto che ultimamente ti ha stupito.

A Göteborg, in un evento che riuniva diversi chef tra cui noi, ho assaggiato un rombo affumicato nell’erba essiccata (turbot smocked in dry grass), realizzato dallo chef del Ylajali di Oslo.  

Le vacanze della tua infanzia.

Sono nato a Halmstad, nel Sud-Ovest della Svezia. Le mie vacanze sono state lì, tra mare e verde.

Se un bambino ti chiedesse "portami in viaggio", dove lo porteresti?

Lo porterei a Rosendals Trädgård, nell’isola di Djurgården, a Stoccolma. È un posto unico.

Potendo sognare, dove inviteresti tutti per festeggiare?

Perché non Barcellona? Spiagge, persone amichevoli e un'interessante scena culinaria.

Una vista indimenticabile.

Vi consiglio di andare a Södermalm all’alba, dopo una serata particolarmente speciale.

Un posto che vorresti avere sempre dietro l’angolo.

New York, così piena di energia e così ispirante. 

 

Testo Laura Taccari

Traduzione Alessia Andriolo

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