Duba Plains Camp

Okavango Delta, Botswana

Feb 2014

L'Okavango è l'unico fiume che muore in un deserto, invece di sboccare in mare aperto. E il suo Delta è una ramificazione di acqua nella terra, dai contorni indefiniti e ridisegnati ogni volta. I corsi d'acqua sono specchi per le nuvole, anch'esse cangianti. In Botswana si impara che il tempo è imprevedibile, ma si impara anche a riconoscere l'arrivo della prossima tempesta di pioggia e il momento di indossare i caldi poncho impermeabili. Ad ogni alba, al Duba Plains, il pane viene abbrustolito sul braciere di fuoco vivo. Poi si monta sulla fuoristrada e si attraversa il ponte di tronchi di legno sull'acqua, punteggiata di water lilies, anatre e uccelli, a volte coccodrilli, sicuramente ippopotami che galleggiano. Le piogge sono appena iniziate (dicembre) e la vasta area di terreno che ora è percorribile su quattro ruote si apre come una prateria verde, infinita, dove pascolano branchi di red lechwe, di bufali ed elefanti. La minaccia dei leoni è meno grande, ma continua. Gli alberi qui hanno forme di mammiferi della savana. A metà mattina è tempo di trovare un luogo sicuro e apparecchiare il breakfast in the bush con caffè americano, mele secche dolcissime, muffin alla banana, arachidi. E poi ancora in avanscoperta fino a che un'altra giornata al Duba Plains si è consumata, il camp è avvolto nel buio della sera, le termiti volteggiano attorno alle lampade accese, il tintinnio costante delle rane ci addormenta come una ninna nanna.

greatplainsconservation.com/dubaplainscamp

Grazie a Great Plains Conservation, Dereck e Beverly Joubert, Alex Walters, Kops (la nostra guida) e tutto lo staff del Camp.

 

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