La Rösa

Poschiavo, Switzerland

Mar 2016

Quando istituiremo un riconoscimento speciale per i luoghi che superano in meraviglia la nostra immaginazione, ci tornerà in mente la cena a lume di candela della Stazione della Posta di Poschiavo. Un’ampia stanza che dà sul giardino, un lungo tavolo di legno al quale sono seduti insieme tutti gli ospiti della locanda. Candele e fuoco nel camino come uniche fonti di luce. Il profumo della legna che arde, della zuppa del giorno, dello sformato, della torta di mele cucinati nella vecchia stufa a legna. Dopo il dessert si indugia al tavolo rincuorati da quell'intimità istantanea che si crea tra compagni di viaggio affini. Si sale insieme le scale di legno che conducono alle stanze. Bon Nuit, Good Night, Buona Notte. Anche noi ci addormentiamo (e ci risvegliamo) sotto pesanti coperte fatte a mano dopo il bagno caldo nella tinozza di rame, come facevano centinaia di anni fa i pellegrini che si mettevano in viaggio dall'Italia alla Svizzera e che si fermavano tra queste mura a prendere ristoro per sé e i cavalli. Letti alti di legno, che ricordano quelli dove da piccoli ci ospitava la nonna, un ruscello che scorre sotto la stanza interrompendo il silenzio assoluto, il cielo stellato come non ci ricordavamo ne esistevano.

La colazione è un cestino di uova appena raccolte, una grande caffetteria che borbotta sulla stufa di ghisa, una ciotola di latte fresco da bere tutto d’un fiato, una fetta di pane e marmellata artigianale, una manciata di frutta secca croccante, un piatto di formaggi di capra della casa; è un tavolo imbantito con le tazze dei servizi buoni e tovaglioli di lino pesante. Prati e montagne oltre alla finestra. È di nuovo la meraviglia di un pasto che sa di rito, illuminato questa volta dalla radiosità sincera di un sole di montagna che promette solo grandi bellezze.

Parole e foto Laura Taccari.

 

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