Natura Cabana

Cabarete, Domincan Republic

Lug 2016

Le sei di pomeriggio di inizio maggio sulla costa nord dell’isola. Il vento inizia cauto a scomporre le palme della piccola giungla di Natura Cabana mentre Nico, in-house-executive-chef, si avvia verso l’orto a caccia di erbe profumate e verdure mature per la cena e gli ultimi allievi si affrettano lungo lo stesso sentiero che conduce al patio affacciato sulla spiaggia, dove sta per iniziare l’ultima lezione pomeridana di yoga. Alcuni giorni sono sufficienti per capire che qualsiasi pioggia vi sorprenderà in questa terra di Caraibi sarà innocua e passeggera, a volte misericordiosa. Come quella che sta per cadere stasera, a rendere più vivaci i verdi, più profumati gli hibiscus e i mandorli tropicali. Più cangianti cielo e oceano. La nostra caban è quella dove Franca è vissuta da piccola con la propria famiglia. Origini cilene con una vena ligure da parte di padre, occhi da cerbiatta, pelle ambrata, fisico longilineo e sano da atleta. Ci racconta che è arrivata qui dal Cile quando era una bambina e che piano piano quella che è iniziata come un’ospitalità improvvisata e amichevole per gli amici che andavano a trovarli si è trasformata in un lodge improntato sui principi dell’ecologia e del Feng-Shui. Oggi Natura Cabana è un’oasi felice e rassicurante. Una manciata di rustici bungalow di pietra e legno in una foresta di palme, banani, mandorli e gelsi, affacciati su un orlo di spiaggia appartata a Nord di Cabarete. A colazione, variazione caraibica del nostro ideale, spalmiamo marmellata di papaya color ruggine sui pani perfettamente tostati, gustiamo i dolci sorsi di vitamine tropicali dei succhi homemade, mentre aspettiamo la nostra porzione di pancakes soffici e profumati. Poi, avventurosi, partiamo alla volta delle piantagioni organiche di cacao e di caffè sugli altipiani centrali e torniamoin tempo per l’ultima lezione di yoga e per un’altra stravagante cena del nostro chef argentino. Natura Cabana, caribbean style, nella sua versione hippie, raw, pura che cercavamo.

Parole Laura Taccari, foto Paolo Barbi. Si ringrazia Dominican Republic Tourism Board.

 
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