Su Gologone

Sardinia, Italy

Giu 2015

È fine maggio e nell'orto a terrazze i cavoli crescono giganti e blu indaco come nelle favole. Bastiana ha la gonna lunga nera della tradizione, "mia madre la portava sempre, quella migliore o quella da tutti giorni, comunque la stessa lunga gonna nera, nelle giornate d'inverno e nelle giornate d'estate". Franca stringe la piccola cesta di vimini sotto braccio, profuma di legna e di cornetti di pane ripieni di mortadella al pistacchio, "mi è avanzata della pasta e ci ho fatto un cornetto, avete mangiato già, assaggiatelo comunque". I ravioli di pasta fresca al finocchietto selvatico con crema di latte sono la ricetta segreta di Giovanna e noi, da poche ore qui, ne andiamo già fieri. Per Giovanna (Palimodde, figlia di Pasqua e Peddeddu, la famiglia illuminata che ha inventato e che tramanda il progetto Su Gologone) il padre era un re (Su Re), ma Su Gologone resta un regno matriarcale, come nella più vera tradizione barbaricina, un villaggio di allegra, materna presenza femminile in stato di grazia. Acquasantiere, porcellane smaltate, trame e passamanerie, stanze e androni – incanto antico, come Sirene per Ulisse. Alle spalle la Barbagia, pietra grezza della natura, la magica valle di Lanaittu, una sorgente naturale e poi un cancello: dentro alla foresta mediterranea privata si nascondono dimore bianche, fresche d'isola mediterranea. Un giardino di piante grasse, una terrazza alta, un'amaca verde pisello, tutti i colori dell'arcobaleno, una bottega di matasse, una taverna estiva bucata verso il cielo. Ho l'impressione che non saprò dirvi realmente cosa sarà vivere qualche giorno a Su Gologone, perché dovrete diventare familiari con le persone che lo abitano e ogni spazio che esso contiene per sentire realmente l'amore che sprigiona. Folklore, cultura, spirito libero, Italia, per un luogo che penso nato sotto il segno del Leone.

sugologone.it

Parole Paola Corini

 

 

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