BIG SUR

California, USA

Mar 2013

Testo e foto di Laura Taccari

Ascoltare: Leonard Cohen, Dance me to the end of love

 

Percorrere la Highway One sul tratto che va dal fiume Carmel al San Carpóforo Creek vuol dire accarezzare il confine sinuoso dei monti Santa Lucia, quasi a volerne ricamare il profilo. Attraversare i boschi di sequoie alte più del cielo, innamorarsi dei leoni marini che si tuffano a turno nell'acqua, voltarsi, e voltarsi ancora ad ammirare il colore dell'orizzonte verso sera, trattenere il fiato quando la strada si spinge proprio sopra l'oceano, fin quando alcuni ciottoli cadono giù. Ci si saluta con un cenno, come sempre tra harleysti, ma quel gesto qui diventa qualcosa di più importante, perché questa strada è sacra e incontrarsi lungo di essa provoca un'empatia speciale. Spettacolare, estremo e romantico, come un sentimento appena nato, il Big Sur è una parentesi di paradiso. La sensazione che si prova nell'esplorarlo è di essere in un mondo a parte, surreale, carico di energia, fascino, libertà e coraggio. Guidiamo per ore, senza sentire la stanchezza posarsi sul corpo, animati dalla stessa euforia di quei viaggiatori, poeti, artisti, che, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, sono arrivati fin qui in cerca di lidi selvaggi e di esperienze catartiche, guidati dall' incanto della natura più pura, e che hanno trovato in queste coste terreno fertile per lo sviluppo di comuni hippy e fortezze New Age.

Il Nepenthe si fa scoprire per caso, dopo una curva come tante. Da decenni, ritrovo obbligato sia per i forestieri che per i nativi. La storia racconta che, appena giunti da queste parti, i suoi fondatori, Lolly e Bill Fassett acquistarono il loro cottage proprio da Rita Hayworth e Orson Welles. La celebre coppia l'aveva scoperto durante una gita, se n'erano innamorati e lo avevano acquistato per farne il loro ritiro privato, lontano dal clamore di Hollywood. Ma sembra che, presi dai vari set, non siano più tornati e che nel cottage non abbiano dormito neppure una notte. Le radici della famiglia Fassett si sono rivelate ben più profonde. Di giorno i turisti giornalieri si fermano qui per pranzare al Cafè Kavah, assaporando gli incredibli Sticky Buns su una terrazza mozzafiato. Ma già nel tardo pomeriggio l'atmosfera si fa più intima. L'aperitivo, a base di vino californiano e patate con salmone selvaggio dell'Alaska, si sorseggia sui tavoli di legno lunghissimi di fronte al Pacifico immoto e al sole che incendia l'orizzonte laggiù. Verso sera si attende la cena attorno al falò nel patio, dove si finisce per conoscere tutti e a raccontarsi  il viaggio, come tra vecchi amici. Il ristorante è un capanno di legno con bbq a vista. Nel menù alcuni piatti sono leggendari, come l'Ambrosia Burger, il Lolly's Roast Chicken e la Three Berry Pie.

Il nostro cottage è poco distante, nel Lucia Lodge, ovvero una delle poche chance che si hanno di dormire a picco sull'oceano. La reception e il ristorante sono lungo la strada. Le casette sono alla fine di una discesa che scivola dietro, abbarbicate sulla roccia, in una posizione così privilegiata che ha dell'incredibile. All'interno, ci attende un letto alto e solido e un caminetto acceso, anche in estate. Moquette lisa e bagnetto minuscolo. La colazione è di quelle abbondanti ed energetiche, tipiche della California. Pancakes che contengono vaniglia, pani grossi e tiepidi sui quali il burro poco salato si lascia stendere senza sforzo, muffins e torte di frutta profumate di cannella, cereali croccanti e latte saporito. I cottage con la vista sull'orizzonte costano di più. Se al vostro risveglio la solita nebbia mattutina sarà scomparsa, i dollari in più saranno ampiamente ripagati.

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