INTO NOWHERE

Palm Springs and Joshua Tree National Park, USA

Apr 2013

Testo e foto di Laura Taccari

Ascoltare: Bob Dylan per il deserto. All’Ace, la loro playlist sarà perfetta

 

Arrivare all’Ace Hotel di Palm Springs in una tarda sera di agosto vuol dire fare check-in, infilarsi il costume, tuffarsi in piscina, gustarsi un hamburger memorabile sulle sdraio, guardare le stelle più accese della vostra vita. Appisolarsi e poi svegliarsi nel cuore della notte e comprendere di essere al party più surreale che abbiate mai visto, in compagnia di una cantante folk del New Jersey, un cowboy del Colorado e una chiromante di Berkley. La cultura indie odierna potrebbe essere riassunta dentro cinque minuti all’Ace Hotel di Palm Springs. In pratica, un motel con piscina, nella sostanza, un raduno di hipster capitati qui non per caso, un hotel pensato nel segno della contemporaneità più sublime. Basta affacciarsi sulla hall per capire che niente in questo luogo è, anche solo lontanamente, “uncool”, dal cerbiatto in legno all’ingresso al tappetino ai piedi del divano. Toni rilassati, emancipazioni folk, musica perfetta.

Palm Springs è una coltre di case basse e alberghi in mezzo al completo nulla. Si respira una sorta di decadenza nell’aria e un vento caldo che ad agosto non lascia scampo, lo senti ovunque, dalle palpebre ai polmoni. Per raggiungere il Joshua Tree National Park percorriamo strade dritte come righelli su una pianura di sabbia che sembra addormentata. Il parco non è altro che un continuo, rassicurante susseguirsi di buffi arbusti dalle foglie a punta. Il silenzio è totale. Ci sono alcuni punti dove la vista sulla vallata è immensa e appassionante nella sua monotonia. Usciti dal parco, lo scenario cambia di poco, incontriamo case fatte di lamiere, camper arrugginiti riuniti insieme a formare piccoli borghi con le ruote, nessun essere mano per miglia. Ai bordi  della strada, un santuario di sassi e conchiglie ci convince a fermarci e a respirare. L’aria è ancora rovente, ma sopportabile, quasi fosse calda di energia più che di sole.

A Pioneer Town sembra di essere dentro un film Western. Il paese è praticamente fantasma, con tanto di carrozze abbandonate qua e là. L’unico motivo della nostra visita è un pranzo da Pappy and Harriets, diner di legno con teste di cervi appese, dove la sera ci si riunisce per ascoltare musicisti folk di passaggio. Portate robuste, profumo di BBQ, ballate in sottofondo, cameriere loquaci e prosperose, che sembrano uscite da una serie tv degli anni Settanta.

Rientriamo all’Ace nel tardo pomeriggio, l’atmosfera in piscina è la stessa della notte precedente, stessa allegria sbarazzina, senso di appartenenza e ispirazione a fiotti. Vi preghiamo sinceramente di venire anche voi una volta nella vita. I 177 km da Los Angeles li vale tutti.

 

 

Back to site top