Oltre le acque dell’Egeo

Santorini, Greece

Lug 2013

Testo Paola Corini

Foto Luca De Santis

Ascoltare: Nick Cave and the Bad Seeds, Push The Sky Away

 

Se ti affacci c'è il dedalo bianco, burro e grigio di piccole vie e terrazze, dove si muovono, piccoli come formiche, viaggiatori, ospiti, servitori. Rintoccano le campane verde rame dell'isola, scandiscono il risveglio di questo presepe vivente. È Santorini. Quando arrivi dal mare entri nella pancia di una mezzaluna, sbarchi ai piedi di una parete altissima, rosso scuro, al limite del nero, la vista sale a perdita d'occhio e sembra impossibile risalire questa montagna possente fino alla sommità. I villaggi sono lassù, abbarbicati. Thira, Firostefani, Imerovigli, Oia, sono come tanti piccoli omini bianchi e beige, stretti in fila indiana sul giaciglio di una strada, che a sinistra sprofonda giù nel dirupo sul mare profondo. Da lontano Santorini sembra una Varanasi, dove l'acqua è stata risucchiata in una gola profonda e ha lasciato la roccia nuda e scura. È la grande Caldera del Vulcano, una distesa magica. A destra invece l'isola scende come fosse uno scivolo ampio e diventa una pianura grande, ricoperta di vigne smeraldo. E pomodori, fave, capperi. L'acqua scarseggia e l'umidità della terra vulcanica permette di non annaffiare le piantagioni, perciò i frutti di questa terra hanno un sapore unico.

 

Ammoudi Bay

B. Kokkini (Red Beach)

The Tsitouras Collection, Firostefani

Charisma Restaurant – Mystique Resort, Oia

Vinsanto Restaurant – Vedema Resort, Megalochori

Raki (Makis Moustogiannis), Megalochori

 

 

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