QUESTO POSTO NON ESISTE

Gotland, Sweden

Set 2013

essay writing for money Testo e foto: Laura Taccari

 

Ascoltare: Adam Green e Binki Shapiro, Here I am

Appena scendi dall’auto senti il desiderio di fermarti. Devi prendere ciò che vedi: il mare, le colline di ghiaia, i mille risvolti di grigio. Intuisci la perfezione della natura e la bravura dell’uomo che ha scommesso sul nulla. Scopri il molo solitario laggiù in fondo, scorgi un sentiero tra gli alberi, immagini la spiaggia sottile. Vorresti essere uno di quei bambini biondi che giocano con i sassi, perché avresti voluto scoprirlo prima, oppure uno di quegli alberi tra i quali quei bambini giocano perché non hanno altra scelta che restare. Il check in è rapido, non occorrono documenti, bastano sorrisi, i nostri e i loro.

-Arrivare qui non è stato facile. Non abbiamo trovato l’indirizzo con il navigatore-.

-Certo, perché questo posto non esiste!-.

Bici solide sono a disposizione per brevi avventure nei dintorni, un cavalluccio a dondolo all’ingresso fa divertire i più piccoli. Il sole scende e il cielo diventa opaco. Nella sala del ristorante piccoli lumini brillano accanto ai piatti, camerieri sorridenti con lunghi grembiuli antracite conducono leccornie sopra ai tavoli, ciuffi di tulle stanno al posto dei lampadari, “whipped butter” da spalmare su pane sottile croccante. Il pescato del giorno arriva dentro ciotole di ceramica spessa che fa pendant coi grembiuli, accompagnato da gamberi rosa, patate nella buccia, rape brasate, veli di ravanello, ciuffi di rafano e uova del pollaio fronte mare. La nostra stanza si chiama Studio e potrebbe ospitare una famiglia numerosa, ha una cucina, uno stereo, una stufa di ghisa e legna da ardere, un lungo tavolo, due sofa e due poltrone, pleid rassicuranti, letti Hastens, piumini stampa check bianco e blu, cuscini-nuvola e una vista sul nulla. La colazione è superba. Marmellate homemade con frutti di bosco interi che facciamo fatica a stendere sul pane ancora caldo, formaggi da grattare con la spatola, latte intenso, come non se ne trova più in città. Cuciniamo i pancakes e le patate dentro la padellina di ghisa a fuoco lento. Gli svedesi ci danno consigli sulla cottura. Poi prendiamo i nostri vassoi di legno e ci sediamo fuori. Sarà un buon giorno.

 

 

Un ringraziamento speciale ai Design Hotels e Visit Sweden

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