Se avete voglia di magia, leggete questa storia

Corsica, France

Lug 2014

Testo Laura Taccari – Foto Luca De Santis

Ascoltare Perth, Bon Iver ” – È qualcosa di simile a un tempio/Questo non è un luogo/Non sono ancora sveglio, sono stato cresciuto con atti”

Siamo di fronte alla facciata di una Chiesa medievale incorniciata da due corpi di eucalipti giganti. La carezza audace di un libeccio rovente da Sud sposta i loro rami lascivi e le nostre gonne. Cos’è questo profumo? Per me menta. Secondo me è un insieme di frutti. Suoniamo il campanello accanto al cancello di ferro corvino. Nessuno risponde. Aspettiamo, scattiamo foto alla chiesa, ai giganti. Mettiti sulla porta, sorridi. Sei bella. Sbirciamo sul retro e incontriamo un giardino tra muraccioli di pietra. Siamo sole con gli uccelli e gli eucalipti al tramonto. In attesa, dentro la scena sospesa di un film. Suoniamo ancora. Per le cose belle non bisogna avere fretta diceva mia nonna. Torniamo a Saint-Florent, percorriamo le stradine del centro ma siamo altrove, siamo ancora davanti alla chiesa tra gli eucalipti. La senti anche tu questa magia che ci segue? Torniamo al cancello che questa volta fa click. Uno stelo in jeans e sneakers ci viene incontro. Ha il volto di una dea dai riccioli d’oro. Sono Candida, benvenute. Piacere, Francesca. Io sono Laura. 

La nostra stanza ha lenzuola di lino, un copriletto ocra, oggetti antichi da altri mondi, un bagno bianco latte, tre finestre che guardano Oletta, la piscina, il giardino. Io resto qui. Una doccia veloce, Candida ci attende con un vino in cucina.  Ci racconta la sua storia, ci ammalia già così, con una vita, una bellezza, un talento, una grazia, fuori dall’ordinario. Percorriamo corridoi ariosi, pavimenti centenari, stanze dal volto folk, eclettico, mistico. Entriamo nell’atelier dell’artista Simone Dat, madre di Candida e attraverso una porticina siamo nella Chiesa. Usciamo in giardino e il libeccio ci avvolge del suo mantello ora tiepido. Un prato orlato di rose ed edera. Non lo sappiamo ancora ma domani mattina faremo colazione qui, caffè lungo, crossaint salati e note di Così fan tutte. Laggiù sto progettando un Teatro Naturale, verranno artisti a esibirsi nella cornice di alberi. Questa è la sala cinema (una stanza nel cortile a cielo aperto con proiettore e telo bianco appeso sul muro che resta). A volte i miei amici registi portano le loro pellicole. D’estate dopo la cena in giardino ci riuniamo qui. Il cielo è del colore celeste quando sta per diventare blu. Passiamo davanti a un albero di mandarino con pois arancioni appesi sui rami e sul prato, accanto a un cerchio di sedie capovolte (dal vento o da un bambino?). Qualcosa si muove sul tappeto verde, è una volpe. Ci guarda, fa per andarsene, si ferma, si volta e ci guarda ancora prima di scomparire tra i rami. 

 

 

Grazie a Candida e Boutique Homes – Artwork Simone Dat

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