New York

Burrow

Burrow

New Yoek, USA

Dopo tutto il magnifico frastuono e ogni bizzarria di Manhattan, cercherai la compostezza e i silenzi di Burrow. Contemplerai le simmetrie della vetrinetta dei dolci, con le orecchie di elefante di sfoglia, i biscotti al the verde arrostito, la nostalgica granola di ciliegie, i croissant alle mandorle. Tutto qui è ridotto in scala di perfezione e consumato in una minuscola pace estetica. La proprietaria e chef Ayako Kurokawa appare e scompare dalla cucina nel suo grembiule di lino indaco, rifornisce i vassoi di bocconi dolci e salati, è nata nell’Hokkaido e non sa dire quasi da quanti anni cucini a New York City queste delizie, francesi, bretoni oppure semplicemente giapponesi. Nella piccola lobby degli uffici del 68 di Jay Street, Dumbo, Williamsburg, NYC.

Manuela

Manuela

Los Angeles California

L’L.A. Art’s District forse esiste come quartiere da quando Hauser & Wirth, una sofisticata galleria d’arte contemporanea grande come un museo o due, ha aperto in 901 East 3rd Street. Manuela è arrivato un anno dopo come perfetto rendez-vous, “Le sensibilità rurali di Whitsell hanno preso posto nello spazio più urbano della West Coast” (Jonathan Gold, Los Angeles Times). Chef Wes Whitsell viene dal Sud, precisamente dal Texas, con una borsa piena di verbi adatti a un piccolo pasto del futuro: in-house smoking, fermenting, preserving, pickling. Ci sono una chicken house dove vivono dodici galline di razza rara e un planting garden dove crescono gli ortaggi della casa e questo dentro alle mura di un ambizioso contenitore d’arte…

The Fat Radish

The Fat Radish

New York, USA

Ci sono menù che ci piacciono al punto da emozionarci. Se cenassimo stasera al The Fat Radish ordineremmo, con molta probabilità, Chickpea Hummus, Beet Crumble e The Fat Radish Plate. Ma alla fine, rileggendo tutto ancora una volta, finiremmo per chiedere ai nostri amici di dividere le portate per raddoppiare la chance di assaggiare quasi tutto.

Isa

New York, USA

Noi ci siamo stati per il brunch, un sabato che NY era coperta di neve. L’odore di legna bruciata della stufa ci ha aperto la porta e non abbiamo potuto fare a meno di sorridere. Sembrava quasi di essere in un rifugio di montagna. Legno, tanto legno, design pulito e toni chiari di ispirazione scandinava. E poi a contrasto i colori accesi delle tende patchwork e dei menu artistici. Non mancate i soffici “panettone donuts” o la deliziosa granola con frutta fatta in casa.

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