Hôtel Ermitage

Fuori, una maison classica con il campo da pétanque e le imposte verde oliva. Dentro, un trionfo di design europeo, sorprese animalier e palette decise. La Dolce Vita riambientata in una Berlino anni ’40. L’ultima stanza rimasta per questo weekend di giugno è un minuto abbraccio dalle pareti rosso fuoco che regala cartoline della baia. Potresti startene qui in contemplazione per ore, tra il  vociare degli ospiti in giardino e il volo di un gabbiano felice. Da quassù si ha l’impressione di prendere il meglio di questo borgo, che malgrado la fama, resta pacifico ed educato. Scendi le scale e raggiungi il dehor. Spalle a una parete di bougainvillea, seduta su cuscini carta da zucchero, sbocconcelli un croissant nella quiete del risveglio francese e te li immagini così, festose e discrete, le colazioni della famiglia alla quale la dimora apparteneva nel XIX secolo e che si riuniva qui per le vacanze. Malgrado sia stata convertita in albergo ai primi del Novecento, senti ancora quell’energia, impigliata da qualche parte. Gesti materni, rituali, fratellanza. Non è nostalgia ma l’incanto dei luoghi che mantengono antiche promesse.

Parole e fotografie Meraviglia Paper.

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