Soki Atami

Atami Japan

Il treno si lascia alle spalle la vertigine di Tokyo e corre verso il mare, verso le colline morbide della prefettura di Shizuoka. È il viaggio che compiamo per raggiungere Soki Atami. Un rifugio dove abita la semplicità, come testimonia il nome: “so” vuol dire nudo, essenziale e “ki”, contenitore. Adagiato sopra la baia della cittadina di Atami, tra mare e sorgenti millenarie, questa locanda contemporanea ci induce a spogliarci del superfluo e ad abbracciare il tempo così com’è. Legno locale, intonaco giapponese, carta washi. Linee pulite, luce naturale, spazi che abbracciano. Tutto ruota attorno alla filosofia della toji, tradizione millenaria che invita a guarire attraverso l’acqua calda, il riposo e un’alimentazione semplice. Non un semplice soggiorno termale, ma una permanenza consapevole. Un’alternanza di immersione, quiete e nutrimento. Le acque provengono dalla sorgente N. 6 Koarashiyu Atami 406, ricca di calcio e sodio, solfato e cloruro: una sorgente ipotonica, alcalina, ad alta temperatura. Alla fonte sgorga a 59,3°C, e nella vasca riposa a 41°C. La temperatura perfetta per lasciare che il calore penetri lentamente nei muscoli, trattenga l’energia nel corpo, idrati la pelle. Oltre all’onsen pubblico, ogni camera custodisce un onsen privato, dove possiamo immergerci all’alba e di notte, senza orari. Atami non mostra particolare bellezza, se non quella che per noi occidentali suscita la provincia giapponese autentica. Ma da qui si possono organizzare escursioni giornaliere fino al Parco Nazionale di Fuji-Hakone-Izu, per visitare Hakone, un villaggio ricco di onsen molto più famoso di Atami, per ammirare il monte Fuji e visitare il celebre Tempio di Hakone, affacciato sul Lago Ashi.

La giornata è scandita dai frequenti bagni, seguiti dal riposo, dai pasti leggeri e sani, dai sonni profondi. A colazione ci nutriamo di verdure, erbe, pesce e riso, preparati secondo il metodo gogyosetsu, parte della filosofia kampo. Filosofia che viene applicata anche alle acque distillate, che vengono realizzate con le erbe del giardino e che ci accompagnano durante la giornata. A cena si celebra il rito del genshiyaki, metodo tradizionale giapponese di cottura lenta su brace, in cui il pesce fresco e le verdure di stagione, provenienti dalla penisola di Izu, vengono grigliati sul carbone per esaltarne naturalmente il sapore. E lentamente, qualcosa cambia: il corpo si alleggerisce, il respiro si amplia, la mente si quieta, merito di quest’acqua calda che custodisce la memoria della terra.

Parole Meraviglia Paper. Immagini Soki Atami.

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