Steam Ship Sudan

Nile Africa

Erano gli anni Dieci e già da qualche decennio un visionario britannico di nome Thomas Cook conduceva l’aristocrazia inglese alla scoperta dei siti archeologici dell’Alto Egitto, aprendo la strada dei viaggiatori moderni. Insieme all’Egypt e all’Arabia, la Sudan fa parte della nuova flotta progettata dalla Cook and Son, basata a Londra, utilizzando tutte le avanguardie meccaniche dell’epoca e la sapienza secolare della falegnameria nautica britannica. Appena a bordo, ascoltiamo il direttore Amir sorseggiando karkadé (succo di hibiscus e limone) nel salone della nave, tra boiserie impeccabili e ottoni tirati a lucido. Conosciamo i nostri compagni di viaggio e incontriamo l’ egittologo, che si affretta a svelarci, nel suo  italiano accademico, le escursioni nelle quali ci condurrà in ogni porto. La Valle dei Re e delle Regine, il tempio di Ramses III° a Medinet-Habu e il tempio di Edfu, entrambi quasi integralmente conservati. Kôm Ombo, eccezionalmente dedicato a due divinità, il dio falco Haroeris e il dio coccodrillo Sobek e il tempio di Philae, omaggio alla dea Isis, madre suprema che regnava sulla vita, la morte e la resurrezione.

Siamo a tribordo, sul ponte superiore della nave. È mattina presto. Il profilo della sponda occidentale riappare dentro un cielo di pastelli vaporosi in cui a prevalere è quel rosa opaco e mutevole, che abbiamo conosciuto nel deserto, appena oltre i campi a nord ovest della città, i giorni scorsi. Le mongolfiere salgono, qualche peschereccio addobbato di tanto in tanto disegna un nuovo ritmo per le onde. Il sorgere del sole dell’Antica Tebe non ha equali. È un paesaggio che non avremmo potuto paragonare all’Oriente né all’Occidente. 

Ogni passeggero mette a punto i propri rituali quotidiani. Dopo la colazione noi saliamo sul sun-deck. Occhi immersi a osservare il paesaggio farsi più intenso mano a mano che ci addentriamo nel continente. È un mondo fatto di verdi, blu e sabbia. Villaggi remoti e baie deserte. Bambini che si tuffano in acqua e ci salutano euforici. Ogni pomeriggio alle cinque in punto viene servito il tè, accompagnato da dolci al miele e datteri.

Navigando in notturna verso Edfu incontriamo la diga di Esna. Siamo tutti a prua, tra i bagliori di un nuovo porto, ad ammirare con quale maestria manuale il capitano e gli ormeggiatori  conducono il battello oltre la chiusa. Nel salone ci attende la proiezione di Death on the Nile, che Agatha Christie scrisse a bordo. Procedendo verso Assuan le sponde rurali della valle lasciano il posto alle dune rarefatte e alle paludi della Nubia, terra ricca di legni pregiati e avorio.

Nel 2000 due dirigenti di Voyageurs du Monde trovarono la Steam Ship Sudan in disuso e decisero di riportarla all’antico splendore. Parole e immagini Meraviglia Paper.

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