Il Palazzo Experimental

Venice Italy

“Crepuscolo e Venezia sono per me due parole quasi sinonime, ma il mio crepuscolo ha perso la luce e teme la notte e quello di Venezia è un crepuscolo delicato ed eterno, senza prima né dopo” (Jorge Luis Borges, “Atlante”, 1984).

Come ogni riva, alle Zattere si arriva via terra o via acqua. La Fondamenta coincide con il confine meridionale della città e fa parte del sestiere di Dorsoduro. In questo orlo soleggiato, in prossimità del Ponte Longo, negli anni Trenta del secolo scorso, venne stabilita l’ “Adriatica – Società Anonima di Navigazione“. La compagnia abitò quasi subito le stanze di Palazzo Molin. Da Bari in sù, collegava la costa orientale del paese e trasportava passeggeri e merci in Dalmazia, in Albania, in Grecia, fino al Mar Nero. Nei decenni a seguire i vari conflitti e l’espandersi del trasporto aereo e marittimo misero a dura prova la piccola flotta, che nell’autunno del 2004 confluì in una compagnia maggiore. Del glorioso passato resta ancora il titolo sulla facciata, oro e blu, incorniciato dalle grandi finestre veneziane, disegnate per accogliere la maggiore porzione di luce. Ma oggi il destino di Palazzo Molin è rivolto a un’altra nobile missione: “sperimentare” una nuova versione di Grand Hotel veneziano. Si chiama Il Palazzo Experimental, ultimo nato dell’Experimental Group, la famiglia di hotel e ristoranti di Olivier Bon, Pierre-Charles Cros e Romée De Goriainoff e Xavier Padovani. Al suo interno i simboli della tradizione veneziana sono filtrati attraverso la visione della designer Dorothée Meilichzon, con la collaborazione di Cristina Celestino. Le piastrelle smaltate a mano, i dettagli in marmo Breccia Capraia e in ottone, i tessuti importanti, i legni intagliati. Il dialogo tra passato e presente torna anche tra i tavoli del Ristorante Adriatica, che invita a compiete un altro viaggio lungo la costa italiana che guarda a oriente, questa volta culinario. Da sud a nord, attraverso un menù che accosta tradizioni pugliesi, marchigiane, romagnole, venete. A dirigerlo è un altro team di imprenditori illuminati, Silvio Pezzana e Toto Dell’Aringa, fondatori del Italian Supper Club di Londra. Lo stile non si manifesta attraverso il lusso comunemente inteso, ma nella sorpresa che coglie lo sguardo quando incontra un accostamento inatteso, una geometria optical o quel perpetuo via vai oltre le tende di velluto. Su quel confine d’acqua in cui la città di Venezia e la Giudecca sempre si cercano e si trovano, nel “crepuscolo delicato ed eterno, senza prima né dopo”. 

Parole Meraviglia Paper, immagini Camilla Glorioso. Un ringraziamento speciale a Martina Gamboni.

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