Shila Athens

È notte nel quartiere di Kolonakhi e Mantzarou è un segmento alberato che collega Skoufa a Solonos. Sfiorate le intimità dei palazzi neoclassici chiuse dietro ai portoni abbottonati, dentro un paesaggio urbano deserto e amichevole. È la fine di un viaggio e l’inizio di un altro.

Shila si apre come una conchiglia femminea e discreta. Luci basse e colori attutiti in nome di un credo estetico che non ammette sbavature ed esaudisce il vostro desiderio di dettagli. La vostra stanza si chiama “Dreamers” e vi accoglie con una musica scelta per voi, le finestre aperte per far entrare i notturni di Atene e profumi screziati. Attraversate gli spazi a piedi nudi, vi affacciate e prendete la via dall’alto, due amici che si salutano all’angolo, preparate un tè custodito in una bustina di lino. Se in un angolo sussiste troppo sentimento, viene equilibrato da una forma asciutta o da un piccolo vuoto poco più in là. L’empatia per certi luoghi è subitanea. Ricordi di viaggio, opere d’artista, velluti verdi e foglie turgide di piante ben curate. Shila assomiglia alle vostre case quando sono nella loro forma migliore. Lo scheletro è quello di un palazzo degli anni Venti: ogni stanza è una scatola pregiata dagli angoli smussati e i pavimenti in graniglia, soffitti altissimi e pareti screpolate. L’indomani, la mattina greca inonderà la stanza e in quella luce  riconoscerete il Mar Egeo con tutta la sua brezza diafana. Shila è uno di quegli indirizzi privi di debolezze e pervasi di quella profondità che vi invoglia a restare.

Ad Atene abbiamo un’amica che non abbiamo mai incontrato, questa casa è anche un po’ sua.

Parole Meraviglia Paper. Fotografie di Pia Riverola, cover di Adrianna Glaviano.
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