Cosa spinge una giovane polacca cresciuta a Parigi ad acquistare un’antica casa nel paese di Hasparren, a trenta minuti da Biarritz, e ad ambientarvi il proprio progetto di ospitalità e di residenza per artisti? «Il desiderio di capire le cose», ci risponde Célia, seduta nel salotto della sua maison d’hôtes, intrisa del fascino della semplicità. Maison Gamboia è innanzitutto un progetto culturale, dove ogni dettaglio rimanda alle tradizioni basche, all’artigianato, al lifestyle locale. La ricerca della profondità è il filo che attraversa questa dimora. Siamo ai piedi del monte Ursuya, in un territorio di confine che Célia cerca ogni giorno di comprendere e di raccontare ai propri ospiti. La casa prende il suo nome storico da una parola basca che significa «ansa del fiume». Edificata nel 1656, ha accolto nei secoli diversi proprietari, fino alla famiglia di calzolai proprietaria della fabbrica Etchevers. Nel 1958, due sorelle, Marguerite, operaia in una fabbrica di scarpe, e Amélie Dabbadie, infermiera, acquistarono la casa e vi si trasferirono con i genitori. È dagli eredi di questa famiglia che Célia ha acquistato la proprietà e l’ha ristrutturata mantenendo fede all’architettura originaria.
Gli arredi acquistati nei mercatini delle pulci convivono con le opere degli artisti che hanno partecipato alla residenza. In camera troviamo un mazzo di salvia, una caraffa con l’acqua aromatizzata al rosmarino, il sapone artigianale, gli asciugamani legati da un fiocco di corda. La casa è abbracciata da un frutteto, da un orto e da un giardino guidato dai principi della permacultura, dove si coltivano erbe aromatiche, fiori edibili, piante medicinali e piante tintorie. La cittadina di Hasparren, dai vicoli ripidi e dalle case a graticcio, si raggiunge a piedi. Qui tutto invita alla scoperta e all’incontro. Célia ci consiglierà di pranzare alla locanda Komeiteko Borda e di cenare da Elizaberri Etxeberria o alla Maison de Pierre. Di visitare il laboratorio che realizza le meravigliose ceramiche con cui apparecchia la tavola ogni mattina, di prendere un caffè al mercato ascoltando i canti baschi, di assaggiare il pane e i dolci preparati con farine locali del panificio Ogi Bihia, di degustare i formaggi delle fattorie circostanti nel negozio Zarea, di scoprire la selezione dell’enoteca-gastronomia Les Vins de Vincent, di visitare la cappella art déco, di fare una passeggiata nel bosco, circondati da pecore e pottok, una razza di pony tipici di queste campagne. Al tessuto culturale locale, Célia innesta la visione degli artisti dell’associazione La Réciproque, creando connessioni tra pratiche artistiche, saperi artigianali, ricerca storica e conoscenze del territorio. Mostre, letture, laboratori, concerti e conversazioni trasformano la casa in quello spazio aperto, fluido e pieno di incanto, che vorremmo avere tutti nel nostro quartiere.
Parole Laura Taccari. Fotografie Emmy Martens.











