The Largo

Porto Portugal

The Largo non è un albergo nel senso consueto. È un piccolo mondo costruito a strati, come la città stessa, che, in qualche modo fa pensare a Napoli, con le sue differenze di quota, le sue architetture intrecciate, la vita che scorre a livelli diversi ma si incontra sempre da qualche parte. All’ingresso, una parete di roccia ci ricorda che la proprietà è ancorata alla collina. Ogni spazio ha unintonazione diversa, ogni finestra uno sguardo nuovo sulla città. Gli edifici che lo compongono, cinque in tutto, ristrutturati uno a uno in sette anni, sono come fratelli nati in epoche diverse ma cresciuti insieme, oggi uniti da terrazze, passerelle e scorci inattesi. Una scelta stilistica che diventa anche filosofia d’ospitalità, con le esperienze che gli ospiti possono fare per scoprire livelli diversi della cultura locale: incontri dedicati allartigianato, alla storia, allarchitettura. Noi raggiungiamo la Valle del Douro (Patrimonio dellUmanità dal 2001) per una gita a bordo del Riva di proprietà: unora e mezza di curve, di luce che cambia colore, fino alla cantina nascosta tra i vigneti, che custodisce il molo appartato. Navigare sul Douro è come scivolare in silenzio dentro una cartolina viva: rocce, riflessi doro sullacqua e vigneti terrazzati, testimonianza del frutto del lavoro delluomo da duemila anni. La sera, lo chef Nuno Mendes cucina con grazia i menù del ristorante Cozinha das Flores. I piatti svelano storie. Il forno a legna che arde è il cuore del ristorante: quel profumo di legna bruciata e resina aleggia ovunque, appena percettibile, come un filo invisibile che evoca ricordi dinfanzia.

Dalla camera, Porto in notturna si apre come una costellazione che toglie il fiato.

A cura di Meraviglia Paper. Immagini courtesy The Largo. Ha collaborato Leone Di Sebastiano.

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