“Fuoco grande” è il titolo del romanzo scritto a quattro mani da Cesare Pavese e Bianca Garufi, e rimasto incompiuto, che porta sul piano narrativo la complessità del rapporto umano dei due autori. La nostra stanza alle Vigne di Fagnano prende il suo nome, uno dei tanti omaggi che i proprietari, Carlo e Manila, rendono allo scrittore cresciuto poche colline più in là. Bastano pochi indizi per capire che abbiamo molte cose in comune con questo luogo e con i suoi nuovi “custodi”, che si sono trasferiti qui alla ricerca di una vita più sostenibile. La malinconia luminosa che emana la poesia di Cesare Pavese innanzitutto. Ma anche la fotografia e il design, l’orto alla francese e i fumetti di Milo Manara. La venerazione per i dettagli e per le cose di un tempo. Manila, l’anima femminile della casa, compare in una delle sale dove sono seduta a sfogliare un libro, con un vassoio di leccornie fatte da lei; Carlo versa del vino di cui mi racconta la storia. Ovunque trova spazio una pila di libri, un oggetto raro, un ritratto analogico realizzato da Carlo — fotografo per passione. Corpi, città, strade. Scampoli della loro storia privata che rivivono qui sotto un’altra luce. La verità è che Carlo e Manila non accolgono semplicemente gli ospiti: è più opportuno dire che fanno loro dei doni inattesi. Dal pane che ogni giorno Manila impasta con il lievito madre e le farine del vicino Mulino Marino, al numero di Playboy del 1973, dove, ci fa notare Carlo, Pasolini scrisse un meraviglioso articolo. La colazione è un buongiorno condiviso tra anime affini: un tavolo comune imbandito di ingredienti genuini e cura, accanto ai ritratti di due antenati dei Ravone Anfossi, la famiglia che ha vissuto tra queste mura per generazioni. Carlo ci racconta che nell’altra foto la stessa signora del ritratto appare in versione studentessa davanti alla Sorbonne di Parigi, dove era andata a studiare nei primi del Novecento.
La giornata prosegue con la visita di un borgo, un pranzo a base di tartufo d’Alba, in uno delle trattorie consigliate dalla coppia, o praticando l’ozio totale nella nuova spa, allestita tra le mura delle cantine e, in estate, sulla piscina orlata dai filari di lavanda biologica. Lavanda che, andando a dormire, troviamo racchiusa in un sacchetto profumato tra le lenzuola. È l’ennesimo dono che la coppia ci fa oggi, un’altra storia che non conoscevamo, quella delle Langhe quale culla fertile per la coltivazione delle erbe officinali.
Parole e fotografie Meraviglia Paper. Fotografie della stanza I”l Diavolo sulle Colline” di Alba Deangelis.



















