Reschio

Umbria

Se dovessimo stilare una classifica delle colazioni d’albergo più memorabili, per noi quella di Reschio sarebbe ai primi posti. Un rituale che comincia con gli infusi realizzati con le erbe appena raccolte: verbena, finocchio selvatico, achillea, artemisia. E prosegue con il buffet che prende la forma di una tavola imbandita, regale nello stile quanto nella sostanza. Nulla è scontato, la ciotola di kimchi, la pentola con i funghi profumati al timo, l’affettatrice per la cioccolata fondente. Ancora, le uova strapazzate servite nel pentolino di rame, lo shakshuka, un piatto di origine magrebina e la piantina di rosmarino appoggiata sul tavolo, accompagnata dalle forbici per reciderne un rametto e insaporire una bevanda o un piatto. Dopo la colazione, ci dedichiamo alla prima attività che abbiamo in programma, quelle che qui si chiamano “Household Habits”. Impariamo a lavorare il rattan insieme a un’intrecciatrice di materiali vegetali in una graziosa stanza delle scuderie. Ogni tanto il nitrito di un cavallo o il calpestio degli zoccoli accompagnano la spiegazione. L’indomani ci immergeremo nel mondo della ceramica. Ma ci sono corsi anche di calligrafia, ricamo del merletto, la marmorizzazione della carta, di tradizione fiorentina, il tiro con l’arco, le lezione di swing.

Reschio non è come gli altri resort lussuosi che costellano la campagna italiana da Nord a Sud. È uno stile di vita, un micro cosmo, uno di quei luoghi rari in cui anche agli ospiti meno poetici viene voglia di prendere un taccuino e scrivere, perché si ha paura di dimenticare qualcosa, il verso di un uccello, quel fiore che adorna la tavola, il sapore di un ragout che ci ricorda quello delle nostre nonne o l’incanto delle colline che si rinnova a ogni finestra. Quella che si vede guardando a ovest è già Toscana. Reschio sorge infatti al confine tra le due regioni, prende il bello di entrambe. Quella grande bellezza che ammaliò il Conte Antonio Bolza e lo convinse ad acquistare la proprietà di 1500 ettari nel 1994. A suo figlio architetto Benedikt, e a sua moglie, Donna Nencia Corsini, il Conte ha affidato il compito di prendersi cura della tenuta e di restaurare e arredare le tante dimore. Alcune sono state acquistate, altre sono in via di ristrutturazione, altre si possono affittare. Nelle stanze del castello del X secolo oggi è ambientato l’albergo della tenuta, le stesse stanze in cui la coppia ha cresciuto i suoi figli. Trentacinque camere, ognuna diversa, ma unite nella grazia. Le lenzuola del cotone più fresco e accogliente, con il logo ricamato in rosso, la tortina sotto la cupola di vetro, il gin prodotto in-house e tutto l’occorrente per preparsi un drink, i ritratti degli antenati che benedicono il nostro soggiorno con sguardi amichevoli.

Al tramonto le candele vengono accese, il pianista si siede al piano e intrattiene gli ospiti nella serra verde, i camerieri servono cocktail che sono storie (il nostro preferito è il Paprika Paloma). Due ristoranti, aperti anche agli esterni, che traducono in cucina ciò che accade fuori dalle finestre, seguendo il ciclo dell’orto, dei frutteti e dei campi. Poi c’è la Bathhouse, nascosta nelle antiche cantine del castello, dei cui rituali non si può svelare molto, per non scalfire la meraviglia. La pietra trattiene il fresco, la luce filtra appena, l’acqua calda distende i pensieri. Si esce con la sensazione di aver attraversato un tempo diverso. Nella boutique si possono acquistare gli oggetti della Reschio Collections, il progetto curato da Giorgiana, Nerina e Vita, le nipoti del Conte, in collaborazione con gli artigiani del posto. Dalle friulane alla spazzola di legno per purificare il corpo, ogni elemento è emblema di quella cultura del fare che caratterizza la proprietà in ogni suo aspetto. Tra i meriti più alti di chi ha pensato Reschio, c’è quello di aver sperimentato un’idea di ospitalità anni luce lontana dalla galassia del lusso. Ci trasmettono la sensazione che nulla sia stato creato per impressionare, ma per condividere con il mondo esterno il proprio stile di vita e l’incanto del luogo dove hanno avuto la fortuna di vivere e di cui ogni giorno continuano a essere i più degni custodi.

Parole Meraviglia Paper. Photo Courtesy Reschio e Meraviglia Paper.

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